Registrazione e trascrizione

Può capitare di sentir parlare di registrazione del contratto preliminare di compravendita in relazione a quello di trascrizione. In realtà, si tratta di due concetti diversi.

Infatti, la registrazione del contratto preliminare, rappresenta un adempimento prescritto a fini esclusivamente fiscali (D.P.R. 131/1986, Tariffa parte 1 articolo 10), la cui inosservanza espone le parti alle conseguenti sanzioni, non precludendo tuttavia, al contratto, di spiegare i suoi effetti obbligatori.

Castrignano del Capo

La trascrizione invece, vale come una vera e propria prenotazione dell’acquisto dell’immobile. Infatti, esso rappresenta non più soltanto un accordo privato tra acquirente e venditore, ma legalmente, è valido verso chiunque. Il venditore, di conseguenza, non potrà vendere l’immobile a qualcun altro, né concedere un’ipoteca sullo stesso. Gli eventuali creditori del venditore inoltre, non potranno iscrivere né ipoteca, né pignoramenti sull’immobile oggetto di acquisto.

La registrazione del contratto preliminare

Il preliminare di compravendita è, in effetti, un contratto vero e proprio con cui le parti, intenzionate a concludere una futura compravendita, si obbligano a stipularla in un momento successivo.

Pescoluse, Marina di Salve

Il preliminare di compravendita ha effetti obbligatori. Infatti, determina l’obbligo per i contraenti di prestare il consenso in occasione della futura vendita. Tuttavia, gli effetti reali e obbligatori tipici di quest’ultima (ad es. trasferimento della proprietà, pagamento del prezzo, consegna del bene), si producono solo con la stipula del contratto definitivo.

Trattandosi quindi di un contratto vero e proprio che rientra nella tipologia delle scritture private prevista dalla legge, è soggetto quindi, alla registrazione. Infatti, la registrazione, non è altro che un atto dovuto ai soli fini fiscali.

Esso grava sulle parti contrattuali, sul Notaio (nel caso in cui sia da lui redatto) e, sull’eventuale mediatore immobiliare. Il preliminare può essere autenticato dal notaio o registrato direttamente presso l’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, deve essere protocollato e trascritto nei Registri Immobiliari.

Tempi di registrazione

Registrazione e Trascrizione, Carovigno

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. 21 giugno 2022 n. 73, ha comportato sia l’estensione dei termini per registrare gli atti (tra cui preliminari e proposte d’acquisto accettate), sia le modalità di versamento dell’imposta di bollo.

Infatti, se prima la finestra temporale era di 20 giorni, oggi si allunga sino a 30. Pertanto, oggi la registrazione deve avvenire entro 30 giorni (e non più 20 giorni) rispetto la data dell’atto o, se precedente, dall’inizio del contratto. Tali tempistiche valgono sia per atti stipulati privatamente, sia per contratti redatti da un Notaio che, sottoscritti, attraverso un Agente Immobiliare.

Differente è la casistica che comprende quegli immobili presenti in Italia la cui sottoscrizione avviene all’estero: in questo caso il termine è di 60 giorni.

Costi di registrazione

Al fine di registrare il preliminare di compravendita, si devono corrispondere le seguenti imposte:

Registrazione e Trascrizione: Pescoluse, Marina di Salve
  • l’imposta di registro di 200 euro, indipendentemente dal prezzo della compravendita
  • l’imposta di bollo, nella misura di 16 euro ogni 4 facciate e comunque ogni 100 righe (se il contratto è formato per atto pubblico o per scrittura privata autenticata l’imposta di bollo è invece di 155 euro).

Quando il preliminare prevede un pagamento, è dovuta, inoltre, l’imposta di registro proporzionale pari:

  • allo 0,50% delle somme previste a titolo di caparra confirmatoria
  • al 3% delle somme previste a titolo di acconto sul prezzo di vendita

In entrambi i casi, l’imposta pagata con il preliminare sarà poi detratta da quella dovuta per la registrazione del contratto definitivo di compravendita. Nel caso in cui l’imposta proporzionale versata per la caparra confirmatoria e per gli acconti di prezzo risulti superiore all’imposta di registro dovuta per il contratto definitivo, spetta il rimborso della maggiore imposta versata per la registrazione del contratto preliminare. Il rimborso deve essere richiesto, a pena di decadenza, entro tre anni dalla data di registrazione del contratto definitivo, presso l’ufficio che ha eseguito la registrazione.

Registrazione e Trascrizione: Santa Maria di Leuca

Se nel contratto preliminare non è specificato a che titolo sono state corrisposte le somme, queste vanno considerate acconti sul prezzo di vendita.

Infine, nel caso in cui si tratti di un contratto soggetto ad Iva, il trattamento fiscale del preliminare sarà differente a seconda che preveda il versamento di una somma a titolo di acconto o di caparra confirmatoria. Infatti, il versamento di un acconto, essendo un’anticipazione del corrispettivo pattuito, va fatturato con addebito dell’Iva. In questo caso, l’imposta di registro sarà dovuta in misura fissa (200 euro). Mentre la caparra confirmatoria, anche se prevista da un’apposita clausola contrattuale, non è soggetta a Iva, perché non costituisce il corrispettivo di una prestazione di servizi o di una cessione di beni. Pertanto, andrà pagata l’imposta di registro proporzionale (0,50%).

Moduli richiesti per la registrazione di un contratto preliminare

In caso di registrazione diretta, l’Agenzia delle Entrate, chiederà:

  • copia del modello F24 con cui è stata precedentemente pagata l’imposta di registro liquidata dall’ufficio stesso
  • almeno 2 originali dell’atto o, un originale ed una copia; tali atti devono contenere i contrassegni telematici per il pagamento dell’imposta di bollo
  • duplice copia del modello 69
Santa Maria di Leuca

Mentre, se la scrittura si autentica direttamente da un Notaio, sarà lo stesso funzionario a provvedere con la registrazione del contratto mediante MUI ed il pagamento dell’imposta di registro. Infatti, i notai sono obbligati all’utilizzo del M.U.I. per tutti gli atti dagli stessi formati o autenticati ai sensi dell’art. 1 comma 3 del decreto legge 10 gennaio 2006.

Il M.U.I. è il modello utilizzato per effettuare telematicamente la registrazione, la trascrizione, l’iscrizione, l’annotazione nei registri immobiliari e la voltura catastale di atti relativi a diritti sugli immobili.

L’agenzia Immobiliare e gli obblighi di registrazione

I mediatori immobiliari hanno l’obbligo di registrare i contratti preliminari di compravendita stipulati a seguito della loro attività. In generale, la registrazione si deve richiedere obbligatoriamente per:

  • i contratti preliminari
  • l’accettazione della proposta, quando le clausole inserite nello schema di proposta siano di per sé sufficienti e necessarie a determinare la conclusione di un contratto preliminare di compravendita.
Felloniche

La trascrizione del contratto preliminare

L’art. 2645 bis c.c. prevede che i contratti preliminari aventi ad oggetto la conclusione di contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili, si debbano trascrivere quando risultano da atto pubblico o da scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente. Ovviamente, tale discorso ingloba anche quegli immobili il cui acquisto si sottopone a condizione sospensiva, relativi a edifici da costruire o, in corso di costruzione.

Pertanto, la trascrizione del “compromesso” è obbligatorio quando l’atto è stipulato presso un Notaio. Mentre, non lo è in tutti gli altri casi, anche se, è fortemente consigliato. Infatti, la trascrizione, si rivela una cautela particolarmente utile per il promissario acquirente.

Tempi di trascrizione

La trascrizione consiste nell’inserimento del contratto preliminare, nei termini previsti dalla legge, nei Registri Immobiliari. La trascrizione dovrà essere eseguita dal notaio che ha ricevuto o autenticato il contratto preliminare entro 30 giorni dalla stipula del contratto medesimo.

Felloniche

Ovviamente è meglio trascrivere al più presto, poiché l’effetto prenotativo si produce dal momento in cui è stata effettuata la trascrizione e non dal momento di stipula del preliminare.

Costi di trascrizione

La trascrizione del preliminare comporta alcuni costi in più rispetto al preliminare non trascritto. Infatti, oltre all’imposta di registro che va sempre corrisposta a prescindere dalla trascrizione, si dovranno versare anche l’imposta fissa di trascrizione, attualmente pari ad € 200.00, i diritti fissi di trascrizione che, attualmente, corrispondono ad € 35.00 e, l’onorario del notaio, ragguagliato al valore della cessione.

Se il notaio stipulerà sia il contratto preliminare che quello definitivo, si potrà ottenere un significativo risparmio di spesa con riguardo a quest’ultimo atto. Questo perché, in questo caso, il notaio avrà già eseguito gran parte degli accertamenti a tal fine richiesti, in occasione del preliminare. Mentre, se si tratta di compravendita tra privati, con il sistema del prezzo valore, l’onorario sarà ridotto del 30%.

Trascrizione obbligatoria

Trascrizione e registrazione non sono dunque misure alternative, ma eventualmente integrative. Infatti, la registrazione è prevista per legge, mentre la trascrizione è una garanzia aggiuntiva ed è riservata agli atti redatti da Notai in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Felloniche

Tuttavia, anche la trascrizione può divenire obbligatoria. E’ il caso degli immobili che sono ancora da costruire, promessi in vendita a persone fisiche da un costruttore, la cui costruzione è stata abilitata con titoli edilizi presentati o richiesti a partire dal 16 marzo 2019, come previsto dal Decreto Lgs. 122/2005 e le modifiche introdotte al provvedimento dal D.Lgs. 12 gennaio 2019 n. 14.

Tutele derivate dalla trascrizione del contratto preliminare

In primo luogo si rendono inefficaci, nei suoi confronti, eventuali operazioni relative all’immobile (ad esempio altre vendite dello stesso bene in favore di terzi) e in generale tutti gli atti, compiuti o “subiti”, dal promittente venditore.

In secondo luogo, la trascrizione del contratto definitivo (o della sentenza che tiene luogo dell’eventuale contratto non concluso) ha un effetto c.d. “prenotativo” (art. 2645 bis secondo comma c.c.). Pertanto, si retroagisce l’acquisto alla data di trascrizione del preliminare (o della domanda giudiziale promossa ex art. 2932 c.c. – si veda paragrafo 8), come se la vendita fosse stata conclusa allora.

Registrazione e Trascrizione, Santa Caterina

In terzo luogo, tutela inoltre l’acquirente anche in caso di inadempimento dell’altra parte, riconoscendo ai crediti che sorgono in conseguenza di tale inadempimento, privilegio speciale sull’immobile oggetto del preliminare.

Infine, è bene ricordare che gli effetti della trascrizione cessano e si considerano mai prodotti se entro un anno dalla data convenuta per la stipula del definitivo, e comunque entro tre anni dalla trascrizione stessa, non risulta trascritto il contratto definitivo, oppure altro atto che costituisce esecuzione del preliminare, o la domanda proposta (ex art. 2932 c.c.).

La D’Amico Immobiliare, con la sua ventennale esperienza, può aiutarvi ad affrontare tutti questi step senza incappare in qualche spiacevole situazione. Visita il nostro sito web, trova l’immobile ideale e contattaci per qualsiasi ulteriore informazione. Noi siamo l’immobiliare che ti sta accanto!

Il contratto preliminare

Una volta individuato l’immobile dei propri sogni, il primo passo da compiere per far si che questo possa diventare la propria “dimora”, è quello di redigere un contratto preliminare di compravendita.

Pescoluse

Il contratto di compravendita è noto anche con il nome di compromesso.  Ma di che cosa si tratta? In sostanza, è un contratto attraverso il quale le parti (il promettente venditore e il promissario acquirente) si impegnano reciprocamente, con efficacia vincolante tra di loro, ad alienare e ad acquistare l’oggetto.

Con la sottoscrizione del preliminare i soggetti si obbligano giuridicamente alla stipulazione del rogito notarile. È quindi un passo fondamentale per poter disciplinare l’effettiva vendita.

Requisiti del contratto preliminare

La legge non prevede una disciplina specifica del contratto preliminare. Si prescrive tuttavia, che debba avere la stessa forma del contratto definitivo: pena, la nullità dello stesso (art. 1351 c.c.).

La disciplina del preliminare deve quindi desumersi da quella del contratto in generale. E, in particolar modo, dalle norme dettate per la specifica tipologia di contratto definitivo cui il preliminare è strumentale.

Il preliminare deve essere redatto per iscritto e deve indicare gli elementi minimi della compravendita immobiliare:

Il Contratto Preliminare
  • il consenso delle parti
  • i dati relativi al bene oggetto della vendita:  
    1. l’indirizzo
    2. la descrizione dell’immobile
    3. l’attestazione dei dati catastali e delle planimetrie
    4. l’attestato di prestazione energetica, obbligatorio ai sensi del Decreto-legge del 4 giugno 2013 n. 63)
  • il prezzo pattuito

Trattandosi di preliminare di vendita immobiliare, la norma di riferimento è l’art. 1350, primo comma n. 1 c.c., secondo cui i contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili devono farsi per atto pubblico o scrittura privata, a pena di nullità.

Le parti possono quindi procedere autonomamente mediante scrittura privata, oppure rivolgersi ad un Notaio e concludere il “compromesso” per atto pubblico o scrittura privata autenticata. Tale ultima opzione è imprescindibile se il preliminare ha ad oggetto immobili da costruire o in corso di costruzione (D. Lgs. n. 122/2005, art. 6).

Verifiche del contratto preliminare

Dopo essersi accertati che il venditore risulti il reale proprietario dell’immobile, sarà necessario procedere con una serie di verifiche tecniche.

Lecce

Il venditore ha l’obbligo, tramite un accesso agli atti presso gli Uffici Tecnici Comunali, di verificare:

  • la conformità urbanistico catastale
  • la regolarità edilizia
  • che gli impianti risultino conformi alle norme di sicurezza e ai vincoli urbanistici e ambientali della località in cui l’immobile è situato.

Dopo aver riportato gli estremi di pagamento della caparra e degli eventuali acconti versati, bisognerà specificare le forme di pagamento. Infine, assegnata una data di scadenza utile per la stipulazione dell’atto notarile, il contratto potrà essere sottoscritto da entrambe le parti.

Caparra confirmatoria e acconti

La parte acquirente ha l’obbligo di versare la caparra confirmatoria (art. 1385 c.c.) pari al 10% del valore di compravendita come garanzia per i contraenti.

Se tutto procede regolarmente la caparra viene restituita o imputata al pagamento del prezzo del contratto definitivo. Se invece una delle parti è inadempiente alle obbligazioni previste dal preliminare, l’altra, potrà recedere dal contratto, trattenendo la caparra ricevuta o esigendo il doppio dell’importo versato.

Santa Caterina, Nardò

Differente è la casistica che riguarda gli acquisti di immobili in corso d’opera. Infatti, in questo caso, oltre alla caparra confirmatoria, l’acquirente dovrà versare anche una serie di acconti, in accordo tra le parti. Il costruttore invece avrà l’obbligo di consegnare una garanzia fideiussoria rilasciata dalla banca o da un’impresa di assicurazione di pari importo rispetto all’acconto versato.

Clausole accessorie

Il contratto preliminare di compravendita può essere personalizzato inserendo anche delle clausole accessorie. Accessorie, proprio perché non sono indispensabili. Infatti, il contratto può esistere anche senza clausole, tuttavia, una volta incluse, possono condizionarne sia la validità che l’efficacia.

Normalmente si tratta di clausole solitamente previste a tutela di una o di entrambe le parti contraenti. L’esempio più comune riguarda l’acquisto di una casa con un preliminare sottoposto a condizione risolutiva, quale la delibera di mutuo da parte di un istituto di credito. Infatti, per rendere il contratto efficace, si dovranno verificare tali condizioni.

Registrazione del Contratto Preliminare

Può capitare di sentir parlare di registrazione del contratto preliminare di compravendita in relazione a quello di trascrizione. In realtà, si tratta di due concetti diversi.

Il contratto preliminare

Infatti, la registrazione del contratto preliminare, rappresenta un adempimento prescritto a fini esclusivamente fiscali (D.P.R. 131/1986, Tariffa parte 1 articolo 10). Mentre, la trascrizione, vale come una vera e propria prenotazione dell’acquisto dell’immobile.

Per garantire la massima tutela alle parti, il contratto preliminare, può essere autenticato dal notaio o, registrato direttamente presso l’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, deve essere protocollato e trascritto nei Registri Immobiliari entro i 60 giorni dalla data della sottoscrizione dello stesso. Ovviamente, il termine varia in base a:

  • come si redige l’atto (privatamente o dal Notaio)
  • in considerazione del fatto che la sottoscrizione sia avvenuta in Italia o all’estero.

Imposte dovute

La stipula del “compromesso” ha un costo variabile a seconda della “veste” formale che le parti scelgono di dare all’atto.

Santa Maria di Leuca

Infatti, se optano per una scrittura privata non autenticata, i “soli” costi da sostenere sono quelli della registrazione dell’atto. Tra cui:

  • l’imposta di registro fissa a € 200 indipendentemente da quello che è il prezzo della compravendita
  • l’imposta di bollo, da corrispondersi nella misura di € 16 ogni 4 facciate e, comunque, ogni 100 righe.

Se invece scelgono di stipulare il contratto presso un Notaio, ai costi di registrazione si aggiungono anche:

  • l’onorario del Notaio (variabile in proporzione al valore dell’atto)
  • il costo di trascrizione presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari comprensivo di:
    1. imposta fissa pari a € 200
    2. di imposta di bollo di € 155
    3. dei diritti fissi di trascrizione pari a € 35.

Inoltre, quando il preliminare prevede un pagamento, è dovuta anche l’imposta di registro proporzionale, pari allo 0,50% delle somme previste a titolo di caparra confirmatoria e al 3% delle somme previste a titolo di acconto sul prezzo di vendita.

In entrambi i casi, l’imposta pagata con il preliminare, successivamente si detrarrà da quella dovuta per la registrazione del contratto definitivo di compravendita.

Il contratto Preliminare

Nel caso in cui l’imposta proporzionale versata per la caparra confirmatoria e per gli acconti di prezzo risulti superiore all’imposta di registro dovuta per il contratto definitivo, spetta il rimborso della maggiore imposta versata per la registrazione del contratto preliminare. Il rimborso deve essere richiesto, a pena di decadenza, entro tre anni dalla data di registrazione del contratto definitivo presso l’ufficio che ha eseguito la registrazione.

Se nel contratto preliminare non è specificato a che titolo sono state corrisposte le somme, queste vanno considerate acconti sul prezzo di vendita.

Contratto soggetto a IVA

Anche quando il trasferimento dell’immobile è soggetto a Iva, il trattamento fiscale del preliminare sarà differente a seconda che preveda il versamento di una somma a titolo di acconto o di caparra confirmatoria. Infatti, il versamento di un acconto, essendo un’anticipazione del corrispettivo pattuito, va fatturato con addebito dell’Iva. In questo caso, l’imposta di registro sarà dovuta in misura fissa (200 euro).

Santa Maria di Leuca

Mentre, la caparra confirmatoria, anche se prevista da un’apposita clausola contrattuale, non è soggetta a Iva, perché non costituisce il corrispettivo di una prestazione di servizi o di una cessione di beni. Pertanto, andrà pagata l’imposta di registro proporzionale (0,50%).

La durata del contratto preliminare

Malgrado rappresenti una delle clausole accessorie più frequenti, la previsione del termine di stipula del contratto definitivo, non è un elemento essenziale del contratto preliminare. Ma se le parti non hanno previsto un termine entro cui adempiere, quanto dura un “compromesso”? Fin quando, cioè, le parti sono vincolate alle rispettive obbligazioni?

In assenza di iniziative, cioè se nessuna delle parti si attiva chiedendo l’adempimento della prestazione all’altra, il compromesso è soggetto al termine di prescrizione ordinario, ovvero dieci anni dalla stipula del contratto. Decorso questo tempo, le parti non sono più vincolate a concludere il definitivo. Ovviamente, il discorso vale anche se le parti hanno previsto la data del rogito ma l’hanno fissata a distanza di molti mesi, se non addirittura anni, dalla sottoscrizione del preliminare.

Il contratto preliminare

Il “compromesso” è infatti fonte di meri effetti obbligatori tra le parti, che restano validi e possono protrarsi anche per lungo tempo, compatibilmente con il termine di prescrizione indicato.

Se la data del rogito è stata prevista e il contratto preliminare trascritto, oltre al termine di prescrizione ordinaria dovrà tenersi conto anche del termine annuale (o comunque triennale), decorso il quale, in difetto di stipula e conseguente trascrizione del definitivo (o di atto equivalente), la trascrizione del contratto preliminare perde efficacia.

Il contratto preliminare con l’agenzia immobiliare

Il modo più semplice per concludere un contratto di compravendita di una casa è quello di affidarsi ad un’agenzia immobiliare. Infatti, l’agenzia immobiliare, se si deve vendere, quasi sempre trova l’acquirente giusto. Al contrario, se si deve acquistare, l’agenzia immobiliare cerca sempre di soddisfare le esigenze del potenziale acquirente.

In qualsiasi caso, l’agenzia si occuperà non solo di mettere in contatto le parti ma anche e, soprattutto, della parte burocratica: documenti, contratti, rogito dal notaio, ecc.

Inoltre, rappresenta una certezza assoluta del disbrigo di tutte quelle faccende che, per un motivo o per un altro, potrebbero non essere prese in considerazione o, ritenute non pertinenti.

La D’Amico Immobiliare offre un servizio esclusivo orientata alle esigenze di ogni cliente sotto tutti gli aspetti. Che aspetti a contattarci per ricevere più informazioni?

Comprare casa: i costi

Comprare casa rappresenta uno dei momenti più importanti nella vita di una persona, tuttavia, è bene considerare che, a fronte del beneficio di diventare i legittimi proprietari, esistono anche una serie di costi da sostenere. Pertanto, “farsi i calcoli” è molto importante per evitare spese improvvise e non preventivate che potrebbero mettere in difficoltà, soprattutto quando ci si avvale di un mutuo.

Comprare Casa

In sostanza, le famiglie dei costi da considerare sono tre: il notaio, l’agenzia e le altre imposte. La parcella del Notaio e le imposte sono sempre obbligatorie. Il costo dell’agenzia invece potrebbe non esserci nel caso in cui, ovviamente, si tratti di una compravendita tra privati.

Le imposte: il Notaio come sostituto d’imposta

I principali costi da sostenere per comprare casa riguardano, in primo luogo, le spese fiscali. Esse infatti variano a seconda che l’acquisto avvenga da un privato piuttosto che da un costruttore e in base a come si sceglie di adibire l’abitazione e cioè, come prima o seconda casa.

I COSTI DA PRIVATO

I costi da privato corrispondono al versamento delle imposte ipotecarie, catastali e di bollo. Oltre al versamento dell’imposta di registro che, in caso di prima casa è pari al 2% mentre, per una seconda, è pari al 9%. In entrambi i casi, l’imposta sarà da calcolarsi sul valore catastale dell’immobile come base imponibile.

L’imposta di registro, come per legge, non può mai scendere sotto i 1000€ indipendentemente dal tipo di abitazione. Mentre, le imposte ipotecaria e catastale, corrispondono a 50 € ciascuna.

Lecce

I COSTI DA COSTRUTTORE

Da costruttore invece, l’imposta che si paga non è quella di registro, ma l’Iva, che è pari al:

– 4% nel caso in cui si tratti di una prima casa,
– 10% se di una seconda
– 22% se di lusso.

Oltre, alle imposte ipotecarie e catastali, che corrispondono a 200 € l’una e, a quelle di bollo.

Mentre l’imposta di registro la versa direttamente il Notaio che funge da sostituto di imposta, l’Iva si corrisponde direttamente al venditore.

ULTERIORI COSTI

A queste voci poi, si aggiungono:

– la tassa di Archivio che, regolata dal Decreto 27 novembre 2012 – n.265, ha un costo fisso di 39 €
– l’onorario del Notaio
– e il contributo Cassa Nazionale Notariato (CNN).

Anche il CNN la versa il Notaio. Essa rappresenta una tassa consigliare che attualmente si versa in percentuale pari al:

– 22% della somma dei parametri relativi agli atti fino a Euro 37.000,00
– 42% della somma dei parametri relativi agli atti di valore superiore e di quelli con parametri fissi.

Comprare Casa

Infine, l’onorario notarile, che comprende tutte le imposte/tasse sopradescritte, è di cifra variabile, proporzionale al valore dell’atto, volubile in funzione dell’immobile e soprattutto della situazione. Ad esempio, se l’acquirente acquista come prima casa, la parcella sarà più bassa in quanto, la legge, prevede di beneficiare di un trattamento fiscale agevolato.

Il Notaio: costi e servizi

Quando si acquista una casa, occorre affrontare una serie di spese, sia preliminari al rogito che conseguenti ad esso. La valutazione delle suddette è elaborata dallo studio notarile. In seguito alla presentazione della documentazione oggettiva dell’immobile ed a quella personale relativa ai requisiti soggettivi dell’acquirente.

Inoltre, specificando i dettagli dell’acquisto (ad esempio se si tratta di un acquisto da privato o da società e se ci si avvarrà di un mutuo o di un saldo in denaro), il Notaio sarà in grado di fornire un preventivo di spesa dettagliato, comprensivo delle varie imposte e, specifico con le varie voci.

Comprare CASA

Il Notaio è la figura centrale della compravendita. Infatti, senza l’atto rogato non è possibile trascrivere e rendere il proprio acquisto opponibile a terzi. Inoltre, rappresenta il garante della buona riuscita dell’operazione, concernenti sia la verifica della proprietà dell’immobile in capo al venditore, sia la libertà dell’immobile da vincoli di vario genere.

Una volta stipulato l’atto, il Notaio procederà con la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate, trascrivendolo anche presso la Conservatoria dei Pubblici Registri. Fin da subito, rilascerà il certificato di rogito, ossia il certificato che attesta che l’atto è stato stipulato e, a distanza di 20/30 giorni dalla stipula, produrrà la copia autentica sia al venditore, sia all’acquirente.

COMPRARE CASA: I COSTI PRELIMINARI AL ROGITO DI COMPRAVENDITA

Se non insorgono problematiche particolari in fase di verifica dell’immobile, si può procedere con la stipula di un eventuale preliminare. Si parla di eventuale perché le strade percorribili potrebbero essere diverse. Infatti, si potrebbe sia decidere di stipulare direttamente l’atto di compravendita, sia optare di procedere con un preliminare.

Castrignano del Capo

Tendenzialmente, il preliminare si redige quando l’acquirente, per procedere con l’acquisto, si avvale di un mutuo o, quando il venditore, alla ricerca di una nuova soluzione in cui trasferirsi, non vuole perdere l’occasione di concludere la vendita in quanto le condizioni sono ottimali.

In questo modo, ci si assicura la proprietà, nonostante non sia possibile immediatamente procedere con la compravendita.

Il preliminare, redatto mediante una scrittura privata semplice o per atto pubblico, ha dei costi, anche se precedenti all’acquisto. Si tratta di spese sia legate al rogito di preliminare stipulato per atto pubblico, sia relative all’acconto da versare in quella stessa sede.

Il preliminare per atto pubblico, essendo un rogito a tutti gli effetti, sconta l’imposta di registro. L’imposta si calcola in relazione alla circostanza che quello versato sia un acconto o una caparra confirmatoria. Oltre a ciò, occorre versare anche l’imposta di bollo che, varia in base al numero di facciate dell’atto.

Gagliano del Capo

Il preliminare, che prevede non solo costi prestabiliti, ma anche tempi determinati, deve successivamente essere registrato entro 20 giorni dalla firma. Inoltre, non prevede il trasferimento di proprietà, ma funge solo da accordo tra venditore e acquirente.

COMPRARE CASA: I COSTI DA SOSTENERE IN CASO DI MUTUO

I costi relativi all’acquisto della prima casa non solo legati solo al prezzo dell’acquisto da estinguere ma, in caso di mutuo, anche a tutte le spese accessorie legate a esso. Infatti, l’imposta sostitutiva va, appunto, a sostituire l’imposta ipotecaria, di registro, di bollo e catastale (pagate invece distintamente in occasione di una compravendita immobiliare).

Si calcola applicando un’aliquota dello 0,25% all’importo finanziato per l’acquisto, per la ristrutturazione, per la costruzione della prima casa e per i mutui di liquidità. L’aliquota sale al 2% per i finanziamenti finalizzati all’acquisto della seconda casa.

L’imposta sostituiva è dovuta solo al momento della stipula del mutuo (solitamente la Banca la trattiene direttamente dall’importo erogato e la riversa all’Erario per conto del cliente). Nel caso di surroga invece, essa non è più dovuta, in quanto già pagata contestualmente all’erogazione originaria.

Salve

Il mutuo deve essere stipulato sotto forma di atto pubblico, come previsto dall’art. 2699 del Codice civile. Infatti, ha vita e origini diverse da quello di compravendita.

A tal fine, il contratto si deve sottoscrivere in presenza di un notaio. Quest’ultimo, infatti, è la sola figura autorizzata a:

iscrivere ipoteca sull’immobile a garanzia del finanziamento
– attribuire al contratto di mutuo il valore di “titolo esecutivo”.

Le spese notarili sono sempre a carico del cliente, tranne nella surroga, dove sono pagate direttamente dalla banca che acquisisce il mutuo.

COMPRARE CASA: PERIZIA IMMOBILIARE E RELATIVI COSTI

Prima di concedere il mutuo, è fondamentale che la banca, venga messa a conoscenza della storia dell’immobile, comprensiva di tutti i vari passaggi avvenuti negli ultimi 20 anni. A volte succede che, nel caso in cui un immobile sia pervenuto per donazione, la banca, sia più restia a concedere il mutuo, in quanto, l’atto potrebbe essere impugnato.

Inoltre, la banca, deve essere sicura che, sulla proprietà, non ci siano pendenze pregiudizievoli e che, effettivamente, l’immobile valga il credito per cui si richiede l’investimento.

Comprare Casa

Per questo motivo, si utilizza la perizia immobiliare, uno strumento che valuta i diversi aspetti dell’immobile, stabilendone il valore. Solitamente le banche finanziano l’80% del minore tra il valore di compravendita e il valore stabilito in perizia.

Oltre a sancire il valore dell’immobile, la perizia serve a valutare la corrispondenza tra lo stato reale del cespite e quanto risulta dai documenti depositati presso i registri catastali, segnalando eventuali abusi.

Il costo della perizia può variare con la complessità dell’immobile da valutare. Questo costo è sempre a carico del cliente. Eccezione fatta per la surroga, dove, il perito, viene pagato direttamente dalla banca scelta che si occupa di surrogare il mutuo, ovvero, che lo acquisisce.

COMPRARE CASA: L’ISTRUTTORIA E COSTI RELATIVI

Si tratta del compenso richiesto dalla Banca per la lavorazione della pratica di mutuo. Generalmente il costo è espresso in una percentuale tra lo 0,50% e l’1% dell’importo del mutuo. In altri casi ci si potrebbe trovare di fronte a quote fisse, con scaglioni crescenti proporzionalmente all’importo del finanziamento. Nel caso di surroga, le spese di istruttoria sono gratuite per legge.

Comprare Casa

L’istruttoria comprende la valutazione dei documenti, la valutazione creditizia di meritevolezza dell’investimento e le spese per l’erogazione del mutuo.

Anche la perizia rientra nelle spese da pagare alla Banca. Essa serve per effettuare una valutazione certa della casa, per determinare la somma da poter concedere a mutuo e il valore dell’ipoteca.

Viene eseguita da un perito appositamente nominato, solitamente direttamente dalla Banca. L’acquirente mutuatario può anche decidere di presentare una perizia svolta privatamente, purché poi sia giurata e quindi accettata dalla Banca.

Trattasi di spese propedeutiche alla compravendita, seppur non legate direttamente al rogito, ma da considerare nel complessivo dispendio per acquistare una prima casa.

COMPRARE CASA: POLIZZA ASSICURATIVA

Un’ulteriore voce di spesa da considerare è il premio assicurativo, obbligatorio per legge, che garantisce l’immobile da eventi quali scoppio e incendio. Si tratta infatti di eventi che potrebbero comprometterne l’esistenza, e dunque l’esigibilità, della garanzia reale posta a favore della Banca.

Santa Maria di Leuca

La scelta della compagnia assicurativa ed il pagamento del premio (calcolato sul valore dell’immobile e sulla durata del mutuo) sono a carico dell’acquirente.

La polizza può essere aperta nello stesso istituto erogatore, oppure, in altro istituto, purché si inserisca il vincolo alla banca finanziatrice come beneficiaria. L’addebito dei costi di apertura potrà avvenire in un’unica rata oppure con importo rateizzato.

A volte può anche capitare che la banca inviti il richiedente del mutuo ad accendere anche un’assicurazione sulla vita, ma questa varia in base all’età, al sesso e alla durata della polizza.

L’agenzia immobiliare

Se la casa dei propri sogni si è trovata attraverso un’agenzia immobiliare, allora, alle spese sopradescritte, bisognerà aggiungere anche il compenso provvigionale della stessa, che, come per legge, è previsto siano saldate sia dall’acquirente che dal venditore.

L’agente infatti opera a benefici di entrambi in egual misura e deve essere imparziale. Il costo dell’agenzia, generalmente, si aggira tra il 2% e il 3%.

Casarano

In caso di dubbi, la Camera di Commercio competente, a seconda del territorio in cui è ubicato l’immobile oggetto della proposta, rileva le percentuali per la compravendita, quindi, ci si può orientare anche grazie a questo dato.

La materia è molto complessa in quanto, si tratta di fasi delicate, in cui ogni genere di errore può costare caro. Il nostro consiglio? Affidarsi ad un professionista, costantemente aggiornato in tema di leggi e normative, che gestisca le vostre pratiche.

Se non conosci nessuno, se vuoi ricevere più informazioni o, semplicemente se vuoi indagare più a fondo su qualche aspetto particolare relativo l’acquisto di un immobile, non esitare a contattarci! La D’Amico Immobiliare, con i suoi venticinque anni di esperienza nel settore immobiliare, risponderà ad ogni tuo problema e ad ogni tuo dubbio, consigliandoti passo dopo passo.

Comprare Casa

Obiettivo casa: l’agenzia

Cambiare casa non è mai una scelta semplice: l’obiettivo dell’agenzia immobiliare infatti, è quello di soddisfare i propri clienti, identificandone una potenziale casa. In particolare, in questo delicato ed impegnativo momento, l’agenzia si preoccupa di assistere i propri clienti con affidabilità e professionalità, scegliendo di rimanergli accanto.

Perché casa non è solo un bene immobile. Casa, per ciascuno di noi è il ricordo di un’infanzia, la storia di un vissuto recente o, l’abitazione in cui costruire una famiglia e che incornicerà una vita.

Lecce

Quindi, va da sé, la comprensione di quanto importante sia questo cambiamento. Inoltre, il percorso che conduce ad una transazione immobiliare di successo, può essere particolarmente impegnativo.

Rivolgersi a un’agenzia immobiliare significa avere certezze, un lavoro meticoloso, ma soprattutto serietà e abiltà. Infatti, spesso non si conoscono fino a fondo le dinamiche del mercato. L’aiuto di un esperto del settore per risolvere pratiche legali e questioni burocratiche è fondamentale. 

Obiettivo casa: perché affidarsi all’agenzia immobiliare

Quando si sceglie di vendere o di acquistare una casa, occorre considerare numerosi aspetti economici, legislativi e burocratici. Oltre alla gestione del rapporto con la potenziale controparte. Affidarsi all’agenzia immobiliare significa liberarsi di tutte queste incombenze che, per mancanza di tempo e di una limitata conoscenza della materia magari, possono risultare particolarmente difficili da seguire personalmente.

Obiettivo casa

Inoltre, significa confrontarsi con professionisti qualificati del settore, costantemente aggiornati che, sapranno avvicinare al meglio, la domanda con l’offerta. Infatti, anche la conoscenza del proprio mercato di riferimento funge da chiave in questo settore!

Conoscere il proprio territorio significa fornire opportune e reali valutazioni degli immobili, sempre considerando le richieste dei compratori e dei venditori, evitando loro, spiacevoli sorprese.

Non meno importante, è l’aspetto che riguarda la verifica di tutta la documentazione relativa al bene. Tale documentazione è obbligatoria per procedere con la stipula. Inoltre, è necessaria anche al fine di tutelare, sotto tutti i punti di vista, i soggetti coinvolti nella trattativa.

Valutazione di una casa

Obiettivo casa, San Gregorio

Mentre una persona privata potrebbe incappare in qualche difficoltà nell’effettuare una valutazione sul proprio immobile, l’agenzia immobiliare conosce molto bene il proprio mercato di riferimento e le sue dinamiche.

Del resto, il valore di una casa si calcola sulla base del prezzo medio del mercato di riferimento e del target prescelto. Oltre che a considerare aspetti come la zona in cui è posto, l’anno di costruzione, la classe energetica, l’esposizione, il contesto. E, di questi tempi, anche l’esistenza di trascrizioni, pignoramenti e/o cause legali di qualsiasi genere che potrebbero gravare sull’immobile.

Tutte queste informazioni permettono agli agenti immobiliari di trovare il giusto acquirente e di effettuare valutazioni realistiche che, tratteranno e stabiliranno, i prezzi corretti della transazione. Infatti, il professionista è in grado di stimare l’opportuno prezzo di vendita dell’immobile posizionandolo coerentemente all’interno del mercato. In questo modo, si eviterrano sia una svalutazione dello stesso con la conseguente perdita di liquidità (prezzo troppo basso) sia, l’inflazione della proprietà, con la conseguente perdita di potenziali acquirenti (prezzo troppo alto).

Santa Caterina

L’obiettivo dell’agenzia immobiliare non è quello di vendere/far acquistare la proprietà nel minor tempo possibile, bensì, quello di ottenere il miglior risultato pensabile in base alle necessità e alle esigenze del singolo. L’agente immobiliare è sempre una figura terza alle parti, e quindi sempre focalizzato a fare unicamente gli interessi dei propri clienti.

La promozione: pubblicazione e conoscenza della casa

Il lavoro dell’agenzia immobiliare presenta vantaggi enormi sia per il venditore che per il
compratore, in quanto, per entrambi i soggetti, sono previsti servizi che favoriscono il miglior risultato finale.

Uno di questi, riguarda l’attività di promozione dell’immobile. Infatti, mentre un tentativo di vendita privata sarà, per forza di cose limitata, quella svolta dall’agenzia, “navigherà ad ampio spettro”. Infatti, l’agenzia immobiliare investe le proprie risorse. Dispone di molteplici contatti, canali e servizi professionali che gli consentono di raggiungere un’ampia rete di potenziali clienti, sicuramente più di quelli che potrebbero raggiungere al proprietario con un annuncio privato.

Pescoluse

Inoltre, mediante il lavoro dell’agente, l’immobile godrà di maggiore visibilità e, sfruttando anche il potenziale di comunicazione dei social network, raggiungerà un numero ancora più ampio di persone.

In questo modo, sarà in grado di individuare in maniera più precisa i potenziali compratori interessati a quello specifico immobile. Inoltre, ai clienti interessati, viene anche data la possibilità di visionare più volte la proprietà di interesse, proprio per far sì, che l’acquisto sia realmente voluto e consapevole.

Una sicurezza in più per evitare incauti acquisti e per riconoscere realmente, tra mille, la casa dei propri sogni.

Obiettivo casa: la Negoziazione immobiliare

Gli agenti immobiliari sono in grado di individuare, in modo preciso e professionale, i potenziali interessati all’immobile. Permettono, dunque, l’incontro tra domanda e offerta.

Obiettivo casa, Torre Vado

Il momento della compravendita è un momento complesso, sia per chi compra che per chi vende. L’intermediazione svolta da parte di un professionista del settore, garantisce un valore aggiunto da non sottovalutare. Infatti, attraverso l’agenzia, ci si sgrava dai documenti dell’immobile, nonché dalla gestione e registrazione del contratto, oltre che all’agibilità dell’immobile ed alla sua regolarità catastale, urbanistica ed edilizia.

In alcuni casi, l’agenzia immobiliare, collabora anche con consulenti creditizi (è il caso di chi decide di avvalersi di un mutuo), che oltre ad essere convenevole per l’acquirente, risulta vantaggioso anche per il proprietario in quanto, i tempi della trattativa, si accorciano.

Obiettivo casa

Inoltre, l’agenzia immobiliare può anche accompagnare nella scelta del Notaio, prendendosi carico delle varie fasi: dall’ottenimento di tutta la documentazione necessaria fino all’organizzazione della data di stipula. Infatti, la consegna di una casa richiede tempi ben precisi, collimati alle varie necessità che inglobano un acquisto/vendita.

Pertanto, la compravendita seguita dall’agenzia, permette di chiarire tutti gli aspetti legati alla proprietà, specificandone le varie condizioni (prezzo di vendita, scadenze/scaglioni di pagamento) ed identificando passaggi fondamentali come il versamento di una caparra ed eventuali clausole sospensive. Proprio per i suoi contenuti, la proposta, redatta in forma scritta, utilizza testi esaustivi.

Obiettivo casa: Tutela garantita!

Perché scegliere un’agenzia immobiliare per comprare o vendere casa? Perché l’agenzia garantisce una tutela bilaterale e certezze.

Obiettivo casa

Come professionisti qualificati, le agenzie, sono tenute ad occuparsi della vendita e dell’acquisto a 360°. Ciò comprende, ad esempio, la scelta dell’immobile, la valutazione, la gestione della trattativa, la verifica preliminare di tutti i documenti, il versamento della caparra, l’appuntamento con il notaio e tanti altri aspetti tecnici. Ogni fase sarà gestita sia nel rispetto delle normative, sia nella tutela dei diritti e degli interessi.

Inoltre, l’agenzia organizza le visite e gli appuntamenti con i clienti giusti, evitando a tutte le parti, incontri non necessari e fuori dai canoni richiesti. Infatti le visite organizzate e i prospetti proposti sono valutati e analizzati su misura per il singolo.

L’agenzia guiderà l’acquirente o il venditore durante tutto il percorso di scelta. I clienti sono accompagnati fino alla decisione finale che sarà presa in totale serenità, consapevolezza e trasparenza. Affidarsi ad un’agenzia significa avere, quindi, a disposizione vari servizi e la garanzia di un professionista, che seguirà il progetto passo per passo.

Obiettivo casa, Serranova

Obiettivo casa: come scegliere l’agenzia immobiliare giusta

Ma, in un mercato così vasto e ricco, come si fa a scegliere l’agenzia giusta per le proprie esigenze? Sicuramente, i primi fattori da considerare sono l’esperienza e la fiducia. Al giorno d’oggi infatti, è molto più facile sapere come lavorano le aziende grazie alle recensioni e ai commenti disponibili sui vari canali del web. Inoltre, un’agenzia immobiliare che opera da anni e che presenta giudizi positivi, articolati e documentati, sarà sicuramente un soggetto di cui potersi fidare.

Oltre a ciò, va considerata anche la specializzazione dell’agenzia. In particolare, quando la vendita riguarda una specifica tipologia di immobile. Infatti, alcune agenzie si concentrano su uno specifico ambito, come ville di lusso, masserie, o appartamenti. Se ciò che vi occorre è proprio quella tipologia di bene, considerare una di queste agenzie può essere una soluzione ideale per essere certi di incontrare le proprie esigenze.

Obiettivo casa

Infine, scegliere un’agenzia che abbia un’approfondita conoscenza del mercato e dell’area geografica di riferimento è un ulteriore punto di valutazione.

Visita il nostro sito web www.damicoimmobiliare.it per scoprire quali sono i servizi che ti mettiamo a disposizione! E non esitare a contattarci per ricevere maggiori informazioni.

Santa Maria di Leuca

Santa Maria di Leuca sorge nell’insenatura tra Punta Ristola e Punta Meliso, in una magica posizione in cui lo Ionio e l’Adriatico si incontrano, fondendosi in un unico mare. Un tempo ritenuta il limite di tutte le terre emerse, Leuca prende il suo nome da “Leukos” che, tradotto dal greco, significa bianco.

Santa Maria di Leuca

Ad oggi, non è ancora chiaro se tale aggettivo sia dovuto al colore delle abitazioni o, agli antichi marinai greci che, provenendo dall’oriente, vedevano questo posto illuminato dal sole. Tuttavia, l’immaginazione non fatica a disegnare in un attimo, una città bianca, luminosa e luccicante… La pietra leccese che impreziosisce gli edifici, il sole che splende instancabile, il mare che brilla…

Qui sono custoditi secoli di storia, spettacoli della natura, patrimoni culturali e, leggende affascinanti. Ai confini della terra appunto, come definita anche dai romani “De finibus Terrae”, indicando quel territorio che sancisce il termine ultimo dello stivale e che, affacciandosi nel Mediterraneo, guarda oltre i confini italiani come se fosse alla ricerca di un primo approccio con i popoli vicini.

Santa Maria di Leuca

E proprio la particolare posizione geografica di Santa Maria di Leuca ha rappresentato, nel corso dei secoli, un’opportunità di incontro, aggregazione, miscuglio fra popoli e culture del bacino Mediterraneo. Infatti, sono numerosi i segni del passaggio di cretesi, fenici e greci.

Santa Maria di Leuca: la leggenda

La leggenda narra che, nelle acque a sud di Castro, vivesse la bellissima sirena Leucasia, dalla lunga chioma bionda e, dalla pelle bianca candida. Il suo canto melodioso incantava chiunque la sentisse, rimanendo ammaliato.

La leggenda della sirena Leucasia

Pare che, un giorno, alla vista dell’avvenente Melisso, giovane pastore locale, la Sirena tentò di sedurlo con il suo canto e la sua bellezza. Tuttavia Melisso, perdutamente innamorato dell’aristocratica Aristula, resistette facilmente alla sua malia, respingendola.

La Sirena allora, non accettando l’onta, tramò la più crudele delle vendette. Infatti, il giorno in cui Aristula e Melisso si recarono insieme sugli scogli, scagliò su di essi, una terribile tempesta. Le onde improvvise travolsero inesorabilmente i due innamorati, i quali, morirono annegati.

I corpi dei due giovani finirono per essere separati, distanti l’uno dall’altra, sulle due punte opposte del golfo.

La leggenda della sirena Leucasia

La Dea Minerva, che aveva assistito alla triste storia e, impietositasi per i due giovani, decise di renderli immortali tramutandoli in pietra, in quelli che oggi sono Punta Ristola e Punta Meliso. Infatti, sembra quasi che l’una si protragga verso l’altra.

Anche Leucasia tuttavia, tramortita dal rimorso, finì per tramutarsi in pietra. Divenendo la più bianca delle rocce, la Sirena divenne la città di Santa Maria di Leuca.

Il patrimonio di Santa Maria di Leuca: cosa offre la città?

Adagiata su un tratto di costa alternato da scogliere e piccole calette di sabbia, Santa Maria di Leuca è una delle località balneari più suggestive del Salento. Le numerose grotte presenti, sono tutte di grande interesse storico e naturalistico. Infatti, i manufatti ritrovati a ridosso di queste, testimoniano la presenza umana fin dal Paleolitico!

Santa Maria di Leuca

Inoltre, il verde delle pinete alternato al bianco delle case, rendono il suo paesaggio davvero unico.

Per noi parlare poi, del suo entroterra prodigo di storia e di cultura. E delle sontuose e colorate ville ottocentesche che costellano la costa e che portano i segni dell’incrocio delle culture mediterranee molto sviluppate in questa zona. Ville eclettiche in stile moresco, liberty e pompeiano, risalenti agli inizi del XIX secolo.

Il Santuario

Il Santuario di Santa Maria di Leuca, edificato su un antico tempio pagano dedicato alla Dea Minerva (testimoniato dall’ara votiva conservata all’interno), oggi rappresenta il maggiore centro spirituale di tutto il Salento. Infatti, dal 1990 è diventato Basilica Minore.

Il Santuario di Leuca

La credenza popolare cristiana vuole che l’apostolo Pietro in viaggio verso Roma, sia approdato a Leuca evangelizzando luoghi e persone. In questa occasione, avrebbe cristianizzato anche il tempio pagano preesistente ed eretto la prima chiesa, introducendo l’evangelizzazione di tutto l’Occidente.

Successivamente, quando nell’anno 365 un maremoto scatenò una furiosa tempesta sorprendendo un gruppo di pescatori con le loro barche, la Madonna, impietosita, calmò le acque compiendo il miracolo con cui si salvarono le persone. Da allora, la Madonna è la protettrice dei pescatori leucani. Il 13 aprile di ogni anno si festeggia il ricordo di quell’intervento miracoloso con vari pellegrinaggi.

Il passaggio dal paganesimo al cristianesimo è testimoniato da una scritta posta all’ingresso del santuario.

Il faro

Il faro di Leuca, sito lateralmente al Santuario, su Punta Meliso, è alto 48.6 metri ed è posto a 102 metri sul livello del mare. In funzione dal 1866, il faro, proietta un fascio di luce fino a 50 km di distanza.

Il faro di Santa Maria di Leuca

La sua potente lanterna è raggiungibile percorrendo una scala a chiocciola di 254 gradini; la vista da questa altezza, è davvero incredibile! Infatti, ad oriente si scorgono i monti dell’Albania mentre, ad occidente, quelli calabresi. A mezzogiorno, nelle giornate particolarmente limpide, addirittura, è possibile vedere Corfù ed i Monti Acrocerauni (catena montuosa dell’Albania meridionale).

Quello di Leuca è uno dei fari più importanti d’Italia. Infatti, occupa il sito dove si trovava una delle tante torri ottagonali costiere cinquecentesche, facenti parte del sistema difensivo contro le incursioni saracene.

La cascata monumentale e il porto

Una scalinata di 184 gradini collega il Santuario al sottostante porto facendo da cornice all’Acquedotto Pugliese. Sempre dal promontorio, cade anche la suggestiva Cascata Monumentale (costruita per celebrare la fine dei lavori dell’acquedotto) che riversa direttamente nel mare le proprie acque.

La cascata monumentale

La cascata, di origini novecentesche, è lunga oltre 120 metri.

La sua colonna dal capitello corinzio invece, eretta probabilmente alla fine del 1600, si dice rappresenti lo sbarco di Pietro Apostolo, il quale, avrebbe, in questa occasione, iniziato la sua evangelizzazione. Mentre, la croce in pietra, ricorda il pellegrinaggio giubilare del 1900.

Il Porto di Leuca

L’apertura della Cascata di Leuca è un appuntamento imperdibile, uno spettacolo che si rinnova spesso durante l’estate ma, solo in determinati giorni.

Il porto, costituito da una diga foranea di sopraflutto a tre bracci e, da un molo di sottoflutto posto a circa 650 m dalla radice della diga foranea, presenta anche una banchina destinata alla pesca, con 150 punti di attracco, tutti illuminati. I suoi fondali variano dai 3 ai 7 metri, recentemente attrezzati con moli galleggianti per creare un moderno porto turistico.

Le Ville Ottocentesche di Santa Maria di Leuca

Geograficamente favorevole al contatto con le diverse popolazioni mediterranee, Leuca, nel corso dei secoli, ha sviluppato una cultura ricchissima che si rispecchia nelle sue colorate ed imponenti ville.

Le ville di Leuca

Questi sontuosi edifici (sono oltre quaranta le ville nobiliari presenti), costruiti su richiesta dai nobili, costituirono il luogo di villeggiatura dell’aristocrazia salentina.

Le ville più conosciute sono quelle che rispecchiano gli stili architettonici più importanti, tra cui, Villa Episcopo che richiama lo stile delle pagode cinesi, Villa Fuortes e Villa Colosso, di gusto classico, Villa Mellacqua, con quel suo aspetto particolare in stile neogotico e Villa Daniele in stile moresco.

Pur essendo di proprietà privata, oggigiorno è possibile visitare gran parte di questi palazzi e bellissime ville, durante la manifestazione “Ville in Festa”.

Perché investire a Leuca?

Negli ultimi anni, il Salento ha avuto una riqualificazione e un rilancio notevoli che lo hanno trasformato in uno dei luoghi più appetibili per gli investimenti immobiliari. Tra le tante soluzioni che la nostra nazione ci offre infatti, il Salento rappresenta, come territorio, una delle zone con il maggiore potenziale.

Quindi… Avendo appena scoperto che la città di Leuca rappresenta un crocevia millenario, culturalmente sviluppatasi grazie alla ricchezza del suo territorio e, al confronto con le varie culture estere, perché non investire in questo bellissimo lembo di terra posto “alla fine del mondo”?

Santa Maria di Leuca

Investire a Leuca significa che il valore di una proprietà, nel corso degli anni, potrebbe solo aumentare. Specialmente se parliamo di un immobile di vecchia data!

Inoltre, scegliendo di comprare casa a Santa Maria di Leuca, materializzerai la possibilità di trascorrere le tue giornate all’insegna della comodità che solo la propria casa può assicurare. Il vantaggio? Essere affacciati in uno scenario teatrale.

Insomma, un’autentica perla a tua disposizione, dolcemente adagiata tra Punta Meliso e Punta Ristola. Infatti Leuca, fin da subito, rappresenterebbe già un potenziale investimento positivo, solo per il nome.

Santa Maria di Leuca

Investire in questa terra salentina significa anche capitalizzarne la storia, ripercorrendo un percorso secolare in cui ogni epoca e popolazione ha lasciato tracce tangibili del proprio passaggio. Ricca di suoni che si librano sulle note della pizzica, significherebbe inoltre, ammirarne le bellezze architettoniche, con i suoi imponenti edifici ed i suoi selvaggi e sconfinati paesaggi. E, immergersi, in quelle particolari e coinvolgenti atmosfere prospere di colori e odori che solo un posto unico come questo è in grado di fare.

Le nostre soluzioni

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Vendere casa: i documenti

Vendere casa, indipendentemente da quello che può essere il motivo che ci spinge verso tale decisione, non è quasi mai una cosa semplice. Infatti, non basta mettere un annuncio ed attendere che si presenti un potenziale acquirente. Anzi, questo non è neppure il primo passo da compiere!

Vendere Casa, Lecce

Una volta decisi, occorre innanzitutto reperire tutta la documentazione. Infatti, la compravendita immobiliare prevede una serie di procedure e adempimenti che devono essere rispettati.

In particolare, il venditore dovrà essere in possesso di alcuni documenti e certificazioni che contengono tutte le informazioni indispensabili per poter stipulare il rogito davanti a un notaio. Senza di essi, non sarà possibile. Questo perché sono documenti che ne attestano la reale titolarità. Oltre che alle caratteristiche urbanistiche, catastali, tecniche e fiscali.

Al fine di arrivare preparati a questo importante momento dunque, bisogna prestare attenzione, recuperando per tempo tutti i vari attestati e le certificazioni.

I documenti richiesti per vendere casa

Al momento del rogito, dal notaio, occorre presentare una serie di documenti che attestino la regolarità dell’immobile. Chiaramente, chi compra, può chiederne una visione prima, ad esempio per il preliminare o compromesso.

Vendere Casa, Pescoluse

L’elenco presentato di seguito non è totalmente esaustivo, in quanto, a seconda del caso specifico, potrebbero essere necessari attestati ulteriori. In linea generale si chiedono:

Sono utili anche i certificati di conformità degli impianti nonché il libretto della caldaia. E se c’è un inquilino, la copia del contratto d’affitto. Dove sussiste un mutuo invece, tutta la documentazione relativa.

Vendere Casa

Inoltre, in casi specifici, potrebbe essere richiesta anche l’eventuale autorizzazione dei Beni Culturali, quindi assoggettato a determinati vincoli dalla Soprintendenza.

Al momento del rogito, i contraenti, dovranno presentarsi muniti della copia di un documento di identità/permesso di soggiorno con relativo codice fiscale.

Quali sono i documenti relativi all’immobile?

Sicuramente i documenti più delicati e dove è necessario porre maggiore attenzione sono quelli legati all’immobile da vendere. L’elenco inizia dall’atto di provenienza e dal certificato di abitabilità per poi passare alla documentazione di carattere catastale, seguita da quella urbanistica. Si conclude con l’aspetto energetico e degli impianti.

Pescoluse

Atto di provenienza e certificato di abitabilità

Il documento che attesta la proprietà sull’immobile è rappresentato dall’atto di provenienza. Questo può essere individuato in una compravendita, in una donazione o, in una successione.

Ad esempio, nel caso in cui il proprietario abbia acquistato a sua volta la casa in questione, l’atto di provenienza non è altro che l’atto di acquisto stesso. Se si tratta di una donazione invece, parliamo di atto di donazione. Mentre, se la casa è stata ricevuta in eredità, di una dichiarazione di successione.

Esistono poi altri casi particolari in cui la provenienza può essere il titolo di acquisto del terreno (quando la casa è stata poi direttamente costruita) o, derivato da un provvedimento giudiziale, da una cessione di quote o da una permuta.

Una volta chiarita la titolarità dell’immobile, spostiamo l’attenzione sul certificato di abitabilità. Va precisato che, abitabilità e agibilità indicano la medesima cosa, riferita a epoche temporali diverse.

Pescoluse

Questo documento è fondamentale in quanto certifica l’autorizzazione all’uso della casa in termini igienico-sanitari, di sicurezza e di conformità degli impianti a tutela della salute domestica.

Documentazione catastale

Passiamo ora ai dati catastali. Questi documenti, obbligatori per vendere casa, rappresentando la “pubblica identità dell’immobile” e dei loro proprietari, sono certificati dall’Agenzia delle Entrate. 

La visura catastale descrive “l’identità” dell’immobile, mentre, la planimetria, raffigura la pianta dell’abitazione in cui sono indicati i locali con le loro definizioni iscritte in Catasto. Avendo valenza fiscale, devono essere aggiornati e conformi.

La visura ipotecaria, invece, consente di conoscere se, su un determinato immobile, gravano eventuali pignoramenti, ipoteche oppure decreti ingiuntivi. È possibile richiederla all’Agenzia delle Entrate.

Torre Vado

Aspetto urbanistico: i documenti per vendere casa

A seguire, trattiamo i documenti urbanistici. In questa categoria rientra tutta quella documentazione tecnica che attesta la conformità della costruzione, nel rispetto delle normative locali e nazionali, in tema urbanistico.

Anche in questo caso, comunque, ci sono delle eccezioni per gli immobili costruiti anteriormente al 1° settembre 1967, a seconda di dove sono situati.

Titoli edificatori e CDU

Al primo punto abbiamo i titoli edificatori abilitativi, documenti che riguardano la licenza edilizia, il permesso di costruire e molti altri aspetti legati all’urbanistica. Infatti, per titolo abilitativo si intende una qualsiasi pratica amministrativa necessaria per l’esecuzione di qualsivoglia tipo di intervento su qualunque tipo di edificio.

In base alla normativa vigente, i titoli obbligatori necessari sono Edilizia Libera, la CILA, il PdC, la SCIA e la super SCIA. Infine, il certificato di destinazione urbanistica (CDU).

Questo documento riepiloga i dati relativi a una proprietà che possiede un terreno. Serve ad evitare degli abusi su terreni non edificabili o che abbiano una particolare destinazione. Infatti, per destinazione di un immobile si intende la tipologia di utilizzo di un fabbricato legalmente stabilita dal Comune di appartenenza. Può essere di tipo residenziale, agricola, industriale, rurale o commerciale.

Vendere Casa, Carovigno

Nel CDU vengono specificati anche vincoli relativi a quell’area del Comune. Possono essere di tipo paesaggistico, archeologico o idrogeologico. In questo specifico caso, i lavori e le costruzioni che è possibile effettuare sui relativi terreni, sono limitati.

A norma del comma 2 dell’art. 30 del D.P.R. 380/2001 il C.D.U. obbligatoriamente deve essere allegato agli atti di passaggio di proprietà o di cessione di diritti di terreni censiti al Catasto Terreni o aree urbane di pertinenza a fabbricati censite al Catasto Urbano, con superficie maggiore od uguale a mq. 5.000.

Tutta la documentazione urbanistica può essere reperita presso il Comune di appartenenza dell’immobile. Ogni Comune invia i documenti, necessari per vendere casa, con differenti tempistiche e costi.

Aspetto energetico e conformità degli impianti

Come ultimo step, illustriamo l’aspetto energetico e la conformità degli impianti.

Ogni proprietà che vuole essere venduta e/o affittata, deve essere dotata dell’attestato di prestazione energetica. L’APE infatti, censisce lo stato energetico dell’immobile.

In particolare, fornisce informazioni sulle prestazioni energetiche della proprietà, riportandone la classe energetica in una scala che va dalla lettera A alla G. Questo attestato vale 10 anni.

Vendere Casa, Torre Vado

Per ottenere questo documento, se non se ne è in possesso oppure se è scaduto, ci si dovrà rivolgere ad un tecnico abilitato che si occuperà, a seguito della visita della casa, di redigerlo e di registrarlo nei registri del Catasto Energetico Regionale.

Nell’attestato l’indice di prestazione energetica è rappresentato dall’Ipe.

Infine, il certificato di conformità degli impianti elettrici, termici e idraulici, a seconda di quanto stabilito dalla legge per ciascuno, attesta la rispondenza tecnica e legislativa, in materia di principi di sicurezza e salute.

Questo documento, viene rilasciato dall’impresa abilitata, dopo avere installato o modificato l’impianto.

Santa Maria di Leuca

Ricordiamo che, per quanto riguarda gli impianti creati o rifatti dal 2008 in poi, tale certificazione è obbligatoria. Mentre, per impianti compresi tra il 1990 e il 2008 si richiede una dichiarazione di rispondenza. Per quelli precedenti al 1990 normalmente non viene richiesta alcuna documentazione. In questo caso, in atto, si inserisce la clausola di esonero del venditore dal prestare garanzie in merito alla conformità degli impianti ai sensi del DM 37/2008.

Anche il libretto della caldaia è un documento obbligatorio. Infatti per tutti gli impianti con potenza inferiore a 35 kW, deve essere conservato e presentato in caso di controllo.

Quali sono i documenti che riguardano il proprietario e l’acquirente?

Una volta ottenuti tutti i documenti relativi alla casa, si procede con il riordino dei propri documenti personali. Infatti, al fine di attuare una compravendita, occorrono anche i dati identificativi, di residenza e del nucleo familiare. Qualora l’immobile sia intestato ad una società, bisognerà aggiungere anche i dati anagrafici della stessa.

Vendere casa

Carta d’identità, codice fiscale e permesso di soggiorno

La carta d’identità e il codice fiscale, sono fondamentali per il riconoscimento del soggetto che vuole intraprendere la compravendita. Qualora il venditore o il potenziale acquirente sia extracomunitario, il permesso di soggiorno sostituisce la carta d’identità.

Il suggerimento, in entrambi i casi, è quello di controllare per tempo che siano in corso di validità, in modo da non dover far fronte ad eventuali ritardi per l’aggiornamento dei suddetti.

Certificato di residenza, atto di nascita e certificato di stato civile

Si tratta di informazioni necessarie che permettono di conoscere il futuro proprietario.

Il certificato di residenza è di grande importanza ai fini fiscali, soprattutto nella vendita di una prima casa. Serve per capire se la cessione è soggetta o meno all’imposta sulla plusvalenza immobiliare.

Mentre, il certificato di nascita, non sempre richiesto, è un ulteriore documento utilizzato per la corretta identificazione della persona fisica. 

Vendere casa

Infine, la certificazione dello stato civile/stato di famiglia e l’eventuale estratto di matrimonio consentono di sapere se esistono altri soggetti che potrebbero avere diritti sulla proprietà, in quanto ne descrivono il regime di condivisione dei beni.

I presenti certificati vanno tutti bene nella loro forma gratuita ed in carta libera rilasciata dal Comune.

Vendere casa: i documenti richiesti ad una società: visura, delibera e procura

Nel caso in cui l’immobile sia di proprietà di una società o, si intenda acquistare da una società, la stessa, prima della sottoscrizione del rogito, dovrà presentare la visura camerale, la delibera del consiglio di amministrazione e, una procura.

La visura camerale contiene tutti i dati di costituzione della società (numero REA, P.IVA) ed indica i poteri assegnati. Mentre, la Delibera del Consiglio di amministrazione, indispensabile nel caso di società di capitali, è l’atto formale con cui il CdA autorizza la vendita/acquisto del bene. Infine, la procura, è necessaria per conferire il potere di firma, qualora non già conclamato, alla persona che presenzierà in atto.

Santa Maria di Leuca

Vendere casa: l’agenzia immobiliare

La corretta diligenza è il migliore strumento per ottenere il massimo dalla vendita senza il rischio di perdere tempo e denaro. Tieni presente che un’acquirente ben informato, prima di condurre una trattativa, vorrà tutte le informazioni sull’immobile.

In questa fase, l’agenzia immobiliare può offrire un contributo importantissimo nell’affiancare il venditore nella delicata fase di raccolta e controllo della documentazione necessaria. Infatti, il ruolo del mediatore, abbinato a quello dei tecnici di settore, rappresenta un valore aggiunto che può fare la differenza nel risultato finale della trattativa.

Da parte nostra, offriamo a chi desidera vendere casa la massima priorità e disponibilità per analizzare assieme la documentazione già in suo possesso e capire come recuperare i documenti mancanti. La nostra agenzia immobiliare saprà consigliarvi su quali e quanti documenti sono necessari in base alla tipologia di immobile e all’anno di costruzione. Leggi la nostra storia nella sezione dedicata “Chi Siamo” sul nostro sito web.

Vendere Casa

I tabacchifici salentini

Quella salentina è una terra ricca di cultura e tradizioni intramontabili: i tabacchifici salentini rappresentano uno degli esempi più eclatanti. Infatti, la storia del tabacco e delle tabacchine nel Salento costituiscono una pietra miliare, ricostruendo le vicissitudini di un popolo con una ben definita identità.

Tabacchifici Salentini

Essendo caratterizzato da terreni sconfinati e da un clima favorevole, il Salento si prestò particolarmente alla coltivazione del tabacco. Infatti, già nel 1812, con l’insediamento del Regno di Napoli, si istituì la prima “Manifattura Tabacchi del Salento Leccese”.

Nel 1933 la produzione di tabacco in Italia fu di circa 440.000 quintali, di cui più di 130.000 prodotti in Puglia. La provincia di Lecce aveva l’assoluta preminenza.

I tabacchifici nella storia

Gli europei conobbero il tabacco dai nativi americani, che, se ne servirono, per diversi usi. I loro sciamani infatti, lo utilizzarono per auto indursi effetti allucinogeni e stati di trance in cerimoniali religiosi. Inoltre, gli riconobbero anche forti proprietà medicamentose e pesticide, alle quali, si affiancarono anche quelle più ludiche, legate al fumo.

Man mano che la presenza europea nel nuovo continente divenne sempre più pressante, e l’opera di evangelizzazione si radicò sempre più anche nelle zone più interne, il tabacco perse il suo misticismo. Infatti, divenne esclusivamente uno strumento di piacere. Cedettero volentieri quegli invasori che lo portarono con sé nel vecchio continente sotto la voce droga ricreativa.

Jean Nicot e l’evoluzione del tabacco

Jean Nicot

Nel 1559 Jean Nicot (dal quale prenderà poi il nome la nicotina), ambasciatore francese in Portogallo, fece dono di questa pianta alla corte di Caterina de’ Medici. Gli stessi francesi la introdussero, l’anno seguente, anche nel regno di Napoli, come medicinale.

Un vero e proprio pezzo di storia agricolo-industriale del nostro paese. Iniziata infatti, col tabacco da fiuto tra il 1600 e il 1700, crebbe con la coltivazione per i sigari sotto il monopolio di stato del Regno d’Italia nel 1800. Successivamente, con l’esponenziale incremento dovuto alle richieste di sigarette durante le guerre e, per l’esportazione, grazie alle speciali concessioni nel 1900.

Il suo picco sopraggiunse nel primo trentennio del 900 mentre, la sua caduta avvenne dopo la liberalizzazione della produzione e del commercio, nel 1970.

Una storia recente, piuttosto dimenticata, nonostante le ricadute socio-economiche e culturali abbiano lasciato un incredibile patrimonio architettonico dismesso: i tabacchifici. Oggi per lo più in rovina sul territorio Salentino.

Reali Manifatture Tabacchi

Molti edifici di piccole dimensioni passano quasi inosservati, dalle strutture regolari e semplici realizzate in tufo, a quelle più caratteristiche, voltate. Non sono da meno nemmeno i magazzini superiori ai 1.000 mq. Qui, una volta, si concentrava la lavorazione e l’immagazzinamento del tabacco che confluiva da estese coltivazioni. Questi opifici rappresentarono dei veri e propri landmark nella prima periferia dei comuni del Salento. Una delle più grandi opere realizzate è la “Reali Manifatture Tabacchi” di Lecce.

La Terra d’Arneo è patrimonio indiscusso del tabacco, che ne ha fatto la sua culla.

I tabacchifici al giorno d’oggi

Tabacchifici Salentini

La storia che può raccontare una sigaretta va ben al di là di una fumata. Il tabacco con il quale è stata realizzata ha un passato che sa di gioia e maledizione, di speranze e di sfruttamento. Ingredienti spesso macchiati di rosso, del sangue di chi, con questa pianta, ha potuto sfamare per anni la propria famiglia.

Una storia, quella delle tabacchine e del tabacco, che si è persa nel tempo in una nube di fumo, proprio quello che si inspira ogni volta che si accende una sigaretta e la si porta alla bocca.

Cosa ne è oggi di questa archeologia agro-industriale? Gli approcci possibili per il riuso e per la riconversione dei tabacchifici, patrimoni architettonici diffusi sul territorio, sono molti.

Le risposte specifiche si celano, secondo i casi, nei finanziamenti regionali con fondi europei legati al turismo, nel piano paesaggistico territoriale regionale che lo cataloga nel “Sistema degli opifici agro-alimentari” e nella legge regionale del 2015 sulla “Valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale”, in accordi di programma in variante del PRG.

Tabacchifici Salentini

Ma, soprattutto, trattasi di un patrimonio che vorrebbe trovare un diverso futuro con l’aiuto dei privati e, ancor più, delle istituzioni, con l’obiettivo di convertire un problema, in una grande opportunità territoriale, com’è già stato anche per le masserie ed i manufatti rurali.

E allora, scopri il nostro catalogo online e verifica personalmente quali sono i tabacchifici e le dimore che offre la D’Amico Immobiliare!

I camini in Salento

Quando fuori le temperature si abbassano, non c’è niente di meglio che rintanarsi nelle proprie accoglienti e calde dimore, ancor meglio se con i camini accesi che riscaldano non solo l’ambiente ma anche il cuore: tutto questo in Salento. L’atmosfera che si crea è veramente magica e fa di certo da contorno a un convivio serale quasi fiabesco.

Tipica Villa a Porto Selvaggio

Negli ultimi anni ormai, i camini, specialmente in Salento, non rappresentano più soltanto un accessorio funzionale, bensì, anche un vero e proprio elemento d’arredo.

In grado di dare una marcia in più alla stanza in cui si trovano, si presentano più adatti alle case con un arredamento rustico. Con il giusto interior design, tuttavia, possono diventare anche un elemento che si integra alla perfezione nell’ambiente in cui si trovano.


L’origine dei camini

Fin dall’alba dei tempi, i camini hanno rappresentato una delle primarie necessità del concetto di “abitare” dell’uomo. Infatti, in ogni stanza di qualsiasi castello, rocca o abitazione del passato, ancora oggi è possibile trovarlo.     

L’obiettivo era quello di procurarsi e mantenere acceso e confinato il fuoco, sfruttandolo per illuminare, scaldarsi e cucinare.


Si può quindi affermare che, il moderno camino, affonda le sue origini nei focolai paleolitici, passando per gli ipocausti romani e arrivando alle caminate del primo Medioevo. Infatti, i primi luoghi in cui vennero applicati, riguarda palazzi e masserie, oltra a proprietà di lusso e di gente facoltosa. Solo in seguito, anche le persone meno abbienti, ebbero modo di averlo.

Costruito in una parete/stanza, dove vi è una canna fumaria necessaria a convogliare il fumo prodotto, il camino può essere realizzato di dimensioni, grandezze, forme e materiali differenti.


La nascita del camino

Inizialmente il focolare veniva posto al centro della stanza con un foro sul tetto, che ne consentiva la fuoriuscita dei fumi. La sua disposizione tuttavia, soffrendo di una notevole dispersione, causò numerosi incendi in quanto, lo scarico, non sempre avveniva nel modo corretto.


L’avvento di nuovi materiali come pietre o mattoni, consentì di modificarne la disposizione. Infatti, la realizzazione della canna fumaria in pietra o in mattoni diminuì il rischio di incendi, permettendo di inserire il camino in qualunque ambiente.

L’idea di costruire una cappa e una canna fumaria (da qui il nome del camino) nacque dai normanni che, per non soccombere alle intemperie, dovettero riadattarsi.

Prima dell’introduzione e della diffusione di tale sistema tuttavia, il fuoco, era solito essere bruciato internamente all’abitazione: l’atrio (dal latino ater, nero – annerito), costituiva la stanza apposita.

Il passaggio dal focolare centrale al camino a parete si protrasse comunque sino alla fine del XIV Secolo. Mentre, nelle abitazioni più povere, il focolare permase più a lungo.

Il cosidetto “camino a parete” si diffuse in Europa e in Italia tra il 1200 ed il 1300 nella forma detta a “padiglione”. Fu solo verso la fine di questo periodo, che i camini, anche in Salento, si evolvettero diventando anche motivo di arredamento.

I camini in Salento, Villa sul Mare Adriatico


L’evoluzione del camino

I primi camini furono notevoli e ingombranti. Inoltre, la mancanza di fianchi protetti, rendeva il tiraggio difficoltoso, provocando una conseguente dispersione termica e di fumo. Pertanto, la diffusione dell’installazione di camini nei vari ambienti della casa, consigliò l’ideazione di apparecchi meno prominenti.


Infatti, la soluzione più diffusa finì per essere quella “intermedia”, e cioè con il camino inserito solo per metà nello spessore del muro. Integralmente contenuti nel muro, si inserirono anche nelle camere da letto.

Questa tipologia è tutt’oggi la più diffusa. Anzi, si può affermare che costituisca ormai l’idea di caminetto nell’immaginario collettivo.

L’evoluzione stilistica e architettonica del camino

La storia del camino dal 1300 sino al 1600 è soprattutto architettonica e stilistica. Infatti, in questa fascia temporale, variano le dimensioni.

Cominciando dagli enormi camini gotici, le strutture si riducono in quelle rinascimentali, barocche e rococò, apportando senz’altro un guadagno in termini di efficienza.

Tuttavia, è solo dagli inizi del XVII secolo che la storia tecnica si fa interessante. Infatti, risolti i problemi architettonici ed edilizi, è proprio la meccanica del funzionamento che comincia ad essere studiata seriamente.

I camini in Salento, Tipica Villa a Porto Selvaggio

Ormai ampiamente diffuso in tutti gli ambienti della casa, il camino è vissuto sia dalla borghesia, meno abbiente, sia dalla nobiltà, che, altro non desidera che di godere di alcuni comfort. E il fumo prodotto dal cattivo tiraggio non è più accettato. Infatti, considerato come inevitabile disagio, diventa un problema tecnico che deve essere risolto, al fine di migliorare il benessere nella propria casa.

Agli inizi del 1600 nel Louvre, per la prima volta, si costruisce un camino utilizzando il contatto con le pareti calde del focolare per scaldare l’aria della stanza. Si tratta del primo camino a convezione naturale.

Seguono, in successione, la presentazione della tecnica del tiraggio inverso e l’introduzione della presa d’aria esterna. Infatti, durante tutta la seconda metà del Settecento vengono realizzate varie tipologie di caminetti.


Ne rappresentano un esempio quello in lamiera di ferro, appoggiabile al muro, che sfrutta la conduttività del metallo per irraggiare il calore prodotto dalla combustione e che rappresenta l’antenato della stufa e, quello con focolare girevole che, costruito in una parete divisoria, scalda alternativamente due ambienti.

Nel frattempo continua la ricerca di soluzioni che ne migliorino l’utilizzo.


Il camino: la svolta

La vera svolta si ebbe in seguito alla Rivoluzione scientifica e tecnica alla fine del Settecento, epoca in cui fiorirono le scienze moderne. Furono grandi iniziatori come Benjamin Franklin e Benjamin Thompson, che riuscirono a risolvere praticamente quasi tutti i problemi.

Villa a Santa Maria di Leuca

Dagli studi prodotti da Franklin, nacque una stufa-caminetto realizzata in metallo, che ebbe uno straordinario successo e che ancora oggi si produce quasi con le medesime caratteristiche.

Mentre, Thompson, portò quasi alla perfezione la tecnica di costruzione dei caminetti da riscaldamento, modificandone la forma e introducendo la valvola dei fumi. Infatti, ebbe enorme successo e, divenne un riferimento fino al XIX Secolo.

Anche se, intorno alla metà del 1800, le maggiori conoscenze delle leggi fisiche e termodinamiche portarono all’ideazione di nuovi metodi. Sul finire del Secolo, il progresso, causò un calo drastico nella produzione e installazione dei caminetti.

Iniziò infatti, la produzione di stufe per riscaldamento e cucine economiche.


Le nuove dinamiche abitative seguite dalle nuove tecnologie impiantistiche del Novecento, successivamente, resero il camino, di fatto, una soluzione non più adeguata all’esigenza di riscaldamento.

Il Camino ai giorni nostri

Il fascino e il peculiare calore della fiamma viva hanno fatto in modo, tuttavia, che i camini, specialmente in Salento, non siano mai scomparsi del tutto, seppure accomunabile ad un accessorio di abbellimento.

In tempi recenti, grazie all’innovazione tecnologica e alla sensibilizzazione in materia di fonti di energia alternative e rinnovabili, si assiste ad una vera e propria riscoperta del caminetto e della stufa.

I camini in Salento

Oggi, i camini, hanno raggiunto gradi di efficienza altissimi e spesso sono l’unica fonte di riscaldamento e produzione di acqua calda di un’intera abitazione, che sfruttano combustibili ecologici e sostenibili.

E possiamo scegliere il camino tradizionale, il termo camino ad acqua o ad aria! E tra forme e disposizioni differenti, si riescono a soddisfare tutte le esigenze di gusto e di spazio.

Installato nelle ville, nelle dimore e anche nelle più classiche abitazioni, molte volte, affianca il normale impianto di riscaldamento. Anche se, a solo, potrebbe provvedere a riscaldare e a climatizzare l’ambiente con tecniche originali.


Infatti, i caminetti di oggi sono vere e proprie macchine da calore, costruiti con tecnologie smart, rendendo minimo il consumo della legna.

E allora, immaginatevi in dicembre, sprofondati in una soffice poltrona con una fumante tazza di the in una mano, un buon libro nell’altra. Due biscottini sul tavolo, le gambe adagiate su un pouf in prossimità dei nostri camini allegri e scoppiettanti e, al di fuori, la ricca vegetazione del Salento.

Da millenni il fuoco scalda l’uomo, con il suo calore ma anche con le emozioni che solo un camino sa regalare! Visita le nostre proprietà, scopri la D’Amico Immobiliare!

I camini in Salento

Pescoluse: le Maldive del Salento

Quante volte si è sentito parlare di Pescoluse come Maldive del Salento? Infinite, grazie alle ricchezze del suo territorio e, alle magnifiche foto che viaggiano in rete e, che, parlano da sole!

Insomma, un paradiso baciato dal sole, ricco di giochi di luce che, ogni anno, attira sempre più turisti pronti a immergersi in uno dei panorami blu più incontaminati di tutto il Mediterraneo.

Pescoluse, le Maldive del Salento

Situata lungo la litoranea del piccolo paese di Salve, Pescoluse ricade in quello splendido tratto di costa ionica che va da Torre Pali a Torre Vado

Al di fuori dei caotici circuiti turistici, Pescoluse offre buon cibo, arte, cultura e tanta storia, alla portata di tutte le esigenze. Oltre che ad una spiaggia protetta da splendide dune, una bellissima vegetazione spontanea e, ad una vasta distesa di sabbia bianca e finissima.

Dunque, esistono tante buone ragioni per scegliere Pescoluse per i propri investimenti.

Il paese ed i suoi tesori archeologici

Pescoluse non è solo scenari caraibici, ma un ambiente eterogeneo, un piccolo spaccato di storia che offre diversi punti di interesse storico. Infatti, il suo territorio ha origini molto antiche.

Facendo un salto a ritroso nel tempo, importanti testimonianze dimostrano l’antichità dell’insediamento umano in questa zona. È il caso del celebre “Dolmen Argentino”, struttura megalitica che cela una grotta ipogea, nonché il Pozzo Monumentale realizzato interamente in pietra leccese.

Oltre alla torre di avvistamento della Masseria Borgin, realizzata nel XVI secolo. Infatti, posta a difesa delle coste dall’invasione turca, la torre, testimonia l’importanza di Pescoluse nel ruolo di “vedetta” adriatica.

Mentre, il suo centro abitato, piccolo e riservato, è articolato in una decina di vie. Nella piccola piazzetta del centro, si affaccia una chiesa dedicata al Santo Papa Giovanni XXIII, da cui parte la via principale, Via Puccini. Queste piccole vie, d’estate, si animano fino ad accogliere quasi 40.000 persone!

I suoi dintorni invece, unici nel loro genere, offrono siti archeologici come il Villaggio della Chiusa, il Villaggio di Spigolizzi e la necropoli di Salve, che rivelano la presenza di abitanti risalenti all’età del bronzo antico.

Oltre, alla presenza delle masserie. E’ il caso della Masseria Lasi, un’imponente struttura fortificata, dichiarata luogo di interesse culturale particolare. 

Infine, le cosiddette “pajare”, simbolo del Salento contadino. Queste piccole casupole, realizzate con pietre a secco, erano utilizzate dai contadini che, spesso, dovevano trattenersi nelle campagne.

Insomma, investendo in prossimità delle Maldive del Salento, a Pescoluse, avrete davvero un bel da fare! Tra visite varie a borghi e attrazioni della zona, non vi annoierete mai.

I sapori nostrani e le sagre salentine

Comprare a Pescoluse ti regalerà una nuova vita, agiata tra storia, bellezze naturali e, ovviamente, del buon cibo.

A tal proposito, annoveriamo i numerosi piatti tipici, frutto di tradizioni centenarie e di ingredienti sani e genuini, nati dal lavoro nei campi, dalle profondità dei mari e dalla passione delle massaie salentine.

Piatti poveri e semplici, nei quali, i pochi ingredienti principali vengono mescolati con una fantasia unica, tale da renderli estremamente gustosi e perfetti da un punto di vista nutritivo.

Diffusi in trattorie, antiche osterie, masserie e sagre salentine, questi piatti, rappresentano ciò che di più buono si trova in Salento.

Sono le Fave Nette, i Ciciri e Tria, gli Gnummareddhi, il Rustico Leccese, le Pittule, il Purpu alla Pignata, i Pezzetti di Cavallo al Sugo, la Frisa Salentina, il Pasticciotto Leccesse e la Sciuttiddhu.

E se unite del buon cibo, al paese locale, un gustoso sorso di vino locale e un classico della musica popolare: ecco fatto. Un bel capitombolo in una vera e propria sagra salentina, la più tradizionale delle espressioni raccontata a suon di pizzica, tipica musica dal ritmo frenetico.


Infatti, partecipare ad una sagra in Salento significa diventare i protagonisti di una storia e di una rassegna culinaria in cui, espositori e produttori agricoli, sapranno soddisfare i vostri palati. E non solo.

Regina delle sagre, la festa della Taranta che, a Salve, si svolge dopo la prima metà di agosto. 

Spiagge e grotte delle Maldive del Salento

Ci troviamo sulla costa ionica, tra Torre Pali e Torre Vado.

Torre Vado, caratterizzata dalla torre che domina il mare in un’atmosfera a dir poco paradisiaca, vi accoglierà con una tranquillità tale che vi farà sentire subito a casa.

Mentre, all’altro estremo, Torre Pali con la sua incantevole spiaggia, che vi catturerà grazie al suo look caratteristico e tradizionale ed alla sua imponente torre di vedetta.

“Torre” proprio per le due torri costruite nel 1500 per difendersi dai Saraceni.

Ciò che di più distintivo contraddistingue il litorale è la presenza di sabbia chiara e finissima che conferisce al basso fondale lo splendido colore turchese delle acque. Oltre 4 km di bianche spiagge libere, intervallate da spiagge con famosi stabilimenti balneari, sabbia fine e acqua cristallina.

E, come sfondo, un paesaggio retrostante incontaminato, incorniciato da dune di sabbia e canne mosse dal vento.

Fare il bagno nel mare di Pescoluse è un’esperienza unica. Infatti, nel periodo estivo, gli amanti del mare non avranno tempo di annoiarsi, tra tuffi, escursioni organizzate ed esplorazioni nelle grotte con le barche.

Pescoluse è sinonimo di relax e sicurezza. Tanto sicura da essere stata segnalata dall’associazione nazionale pediatri come spiaggia a misura dei più piccoli, perfetta per le famiglie con bambini.

Cultura e divertimento a Pescoluse, le Maldive del Salento!

Dal 2009 il mare di Pescoluse è insignito della prestigiosa Bandiera Blu della Fee – Foundation for Environmental Education. Bandiera Blu significa qualità delle acque ma anche depurazione, gestione dei rifiuti, servizi e sicurezza sulle spiagge, traffico delle auto organizzato.

Divertimento, cultura e un ricco aperitivo: cosa c’è di meglio per assaporare a pieno Pescoluse? E, una volta calato il sole, arriva uno dei momenti più attesi… Molti lidi si trasformano ed inizia subito la festa!

Dunque, esistono tante buone ragioni per scegliere la zona delle Maldive del Salento per i propri investimenti. Se desideri conoscere la nostra terra e, diventare parte delle nostre tradizioni, scopri la D’Amico Immobiliare.

Le nostre differenti proprietà ti daranno modo di valutare personalmente ciò che potrebbe essere più idoneo alle tue esigenze, realizzando il tuo sogno.

Perché acquistare proprietà di lusso in Salento?

Acquistare una proprietà di lusso, in Salento, rappresenta davvero un investimento assicurato!

Quindi… sogna e vola in Puglia e, regalati, un angolo di paradiso tutto per te.
Infatti, comfort e relax sono il binomio perfetto per la tua proprietà a stretto contatto con la natura.

A te l’opportunità di scegliere tra tante ville con piscina, immerse nel verde della campagna salentina baciata dal sole o, dimore con accesso diretto sulla spiaggia.


E tutto questo, a soli due passi dal mare cristallino e dalle spiagge delle rinomate Santa Maria di Leuca, Pescoluse, Gallipoli, Torre Vado.

Ti ricordo anche che, i viaggiatori che scelgono una villa di lusso per vivere un’esperienza unica, totalmente immersi nell’atmosfera del territorio, per conquistarlo e farsi conquistare, sono sempre maggiori.

…per cui, anche i tuoi guadagni potrebbero diventarlo!

Alcuni Motivi per cui, acquistare proprietà di lusso in Salento, sarebbe davvero soddisfacente…

Pescoluse: Acquistare una proprietà di lusso in Salento

Vivere in una villa o, in una proprietà di lusso in generale, significa staccare la spina e ritagliarsi un momento solo per sé o con la propria famiglia, godendo della massima privacy in un ambiente sicuro e confortevole.

Qui dove la libertà, l’autenticità, il comfort ed il benessere si fondono in un unico elemento che accompagneranno i vostri giorni.

Qui dove l’autonomia e l’indipendenza che caratterizzano la permanenza in villa o, in masseria, non hanno prezzo.


Un edificio di prestigio nel Salento è la sistemazione perfetta per chi vuole vivere in un ambiente incontaminato, soprattutto se ci sono bambini e animali. Inoltre, gli ampi spazi esterni e le grandi camere interne dotate di servizi privati, garantiscono il massimo del comfort e della privacy.

Infatti, acquistare una proprietà di lusso in Salento, significa garantirsi altissimi standard di qualità.

Per non parlare poi del proprio benessere psicofisico! Infatti, quando l’ambiente circostante è perfettamente coniugato con la storia e le caratteristiche del territorio, anche il corpo è in armonia con il contesto in cui si vivono i propri giorni.

L’autenticità delle proprietà di lusso in Salento

Piccola penisola protesa nel Mediterraneo, crocevia millenario di popoli in viaggio verso nuove terre, oggi la Puglia, in particolare il Salento, è una meta tra le più amate.

Negli ultimi anni, il Salento, ha conquistato milioni di cuori e, anche una buona fetta di turismo internazionale.

Scelto per la sua autenticità, per la bellezza del suo mare e il fascino della sua storia, dei suoi centri storici e per gli innumerevoli eventi che costellano il firmamento delle stagioni. 

Santa Maria di Leuca: Acquistare una proprietà di lusso in Salento

Insomma, un contesto che già, di per sé, fa sognare. E se poi aggiungiamo anche qualche esercizio di stile, diamo vita alle più prestigiose ville, storiche o di nuova costruzione.

Infatti, girovagando per il Salento, è possibile incontrarne a decine, ammirando dei veri e propri capolavori d’arte.

Le ville storiche, autentici gioielli delle architetture liberty, gotica, moresca e pompeiana, sono un ampio catalogo dell’eclettismo.

Mentre, le ville di nuova costruzione, sono le copertine, dove le nuove tecnologie moderne si fondono, unendo eleganza, prestigio, armoniosità con la natura, tutte in un unico contesto.

Ciò che risulta più entusiasmante, è rappresentato dal fatto che, ogni Villa, ha un proprio stile, una propria originalità, che ammalia in ogni occasione.

Acquistiamo una proprietà di lusso? Che ne dite?

La Puglia, oltre che ad essere una bellissima meta di mare, è anche un territorio ricco di arte, luoghi storici e meraviglie della natura, che accoglie in un paesaggio da sogno in cui il sole splende tutto l’anno.

Oltre che, a riecheggiare, nel misterioso ritmo della “Pizzica”.

Colori, profumi e affascinanti paesaggi formano l’affresco pugliese, una regione in cui l’odore dei pini e degli ulivi millenari si unisce alla brezza marina e alla salsedine.


Infatti, gli esperti del settore, la annoverano come una delle regioni ideali per comprare casa al mare, in particolare nella penisola salentina.

I prezzi qui non sono alti, c’è un’ampia scelta di città, di località marine e spiagge bellissime. Oltre al turchese del mare!

Tra le località più belle e interessanti per mettere radici ricordiamo in particolare, Gallipoli, Torre Vado, Torre Pali, Lido Marini (marina di Ugento), marina di Pescoluse (Salve), Santa Maria di Leuca. Infatti, molte delle spiagge in questa zona si sono meritare l’appellativo di “Maldive del Salento”.

L’affaccio sul mare della Puglia è immenso, quindi non resta che esplorare la zona che interessa, alla ricerca degli scorci migliori e dei prezzi più convenienti.

Ti stai ancora chiedendo perché si sceglie il Salento come meta di investimento? Non ti resta che scoprirlo!

Le nostre proposte di ville di lusso, dimore di pregio e, di tanto altro, sono racchiuse nel nostro catalogo online. Scegli quella che fa per te. Poi, inizia a sognare.

Pescoluse, Salento